Dedalo e Icaro

tecnica del negativo rappresentazione mito di Dedalo e Icaro
“Vola a mezza altezza, mi raccomando, in modo che abbassandoti troppo l’umidità non appesantisca le penne o troppo in alto non le bruci il sole. (…) quando il ragazzo cominciò a gustare l’azzardo del volo, si staccò dalla sua guida e, affascinato dal cielo, si diresse verso l’alto. La vicinanza cocente del sole ammorbidì la cera odorosa, che saldava le penne, e infine la sciolse.” Cit. Ovidio, “Le Metamorfosi”- libro VIII

Oggetto: negativo fotografico;
Autore: Andrea Silvano;
Titolo: Icaro;
Data o periodo di realizzazione: 2015/2016;
Tecnica esecutiva: camera scura;
Materiali usati:
 carta fotografica, mani( fili di scooby doo), anello portachiavi, goniometro, catene, anelli piccoli.

questo elaborato è frutto del mio primo esperimento di lavoro in una camera scura. la camera scura non è altro che una stanza per lo sviluppo fotografico dove attraverso determinati strumentazione e tipo di luce è possibile stampare una foto in negativo

 

TRAMA: IL MITO DI DEDALO E ICARO

Dedalo, (nato ad Atene, pronipote di Eretteo, re della città) bravo nella scultura e nell’architettura, si narra che le sue statue sembravano vive a tal punto da raccontare che esse aprivano gli occhi e si muovevano. E’ stato maestro di suo nipote Talo, figlio di una sua sorella, che uccise per gelosia quando Talo superò il maestro nella sua arte. L’Areopago, il tribunale, lo condannò all’esilio perpetuo; Dedalo si rifugiò a Creta dove fu accolto benevolmente dal re Minosse che gli commissionò il Labirinto per rinchiudere il Minotauro. .A Dedalo, si rivolse Arianna, la figlia di Minosse, per sapere come aiutare Teseo a uccidere il Minotauro e uscire dal Labirinto, e come sappiamo il consiglio del filo riuscì a far trinofare Teseo nell’impresa. Quando Minosse venne a sapere che ad aiutare sua figlia e Teseo fu Dedalo, e non potendo prendersela con la figlia fuggita insieme all’eroe, pensò di punire Dedalo, rinchiudendolo insieme al figlio, Icaro, nel Labirinto, che egli stesso aveva progettato. L’unico modo per uscire dal Labirinto era evadere volando; ingegnoso come era, Dedalo costruì due paia di ali, uno per sè e l’altro per il figlio. Si raccomandò con Icaro di restargli sempre dietro durante il volo, di non strafare e soprattutto di stare attento a non avvicinarsi troppo ai raggi del sole perchè, le ali, attaccate alle spalle con della cera, potevano staccarsi in quanto il calore avrebbe sciolto la cera. Come non detto, Icaro durante il volo, provando piacere si allontanò dal padre e raggiunse i raggi del sole che sciolsero la cera e lo fecero precipitare nel mare, dove morì. Dedalo triste e desolato, atterrò in Campania a Cuma, dove costruì un tempio al dio Apollo, consegnando le ali che aveva inventato per evadere dal Labirinto di Creta.

 

LA CAMERA SCURA

la stanza è oscurata o illuminata da una luce di sicurezza che emette luce inattinica rossa (per tutti i materiali ortocromatici, insensibili alla luce rossa)  normalmente destinata ai processi di sviluppo del negativo e di stampa fotografica. I materiali pancromatici utilizzati  per lo sviluppo delle pellicole o delle lastre deve essere fatto nel buio totale (fanno eccezione i materiali negativi ortocromatici, che possono quindi essere sviluppati in luce di sicurezza rossa). Una fase essenziale che precede lo sviluppo è quella dell’esposizione della carta fotografica, che viene effettuata generalmente tramite un ingranditore che proietta luce attinica, all’interno del quale viene posto normalmente il negativo fotografico di cui si voglia eseguire l’ingrandimento. Le fasi dello sviluppo negativo sono: sviluppo (tramite agenti di riduzione degli alogenuri di argento), arresto (tramite agenti chimici con pH acido), fissaggio (tramite agenti chimici che eliminano gli alogenuri d’argento non esposti durante il processo di esposizione).

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Il mito di Niobe

elaborato scultoreo del mito di niobe
“ Senza più nessuno, si accascia tra i cadaveri dei figli, delle figlie, del marito, impietrendosi per il dolore(…)nulla di vivo c’è nei i suoi tratti.” Cit. Ovidio, “Le Metamorfosi”- libro VI

Oggetto: scultura;
Autore: Andrea Silvano;
Titolo: l’orgoglio punito;
Data o periodo di realizzazione: 2015/2016;
Materiali: compensato, pietre, frecce (bastoncini di legno, piume sintetiche, spago), terracotta, acrilico nero e rosso carminio.

ho realizzato questa opera quando frequentavo il liceo artistico, scultura eleborata per il progetto Metamorphosis Beyond the Shape nato in ricorrenza bimillenario del poeta Ovidio

 

TRAMA: IL MITO DI NIOBE

Niobe, figlia di Tantalo e Taigete, aveva sposato Anfione, re di Tebe, e aveva dato alla luce sette robusti figli e sette bellissime figlie. Molto orgogliosa di loro, si vantava di essere più feconda della dea Leto, da cui erano nati Artemide e Apollo. Con quelle parole però irritò i due dei, i quali decisero di punirla per la sua superbia. Apollo col suo arco uccise i figli maschi di Niobe mentre erano a caccia. Nonostante ciò Niobe non smise di glorificare i suoi figli: venne così il turno di Artemide. La dea uccise le sette figlie femmine lasciando così sola Niobe. Questa giunse disperata alle pendici dell’Olimpo pregando gli dei di tramutarla in roccia, sperando così di non soffrire più. Il suo desiderio fu esaudito una volta raggiunta la Libia, ma nonostante il suo nuovo aspetto continuò comunque a soffrire e piangere. Dalla roccia cominciarono infatti a colare incessantemente gocce d’acqua.

ICONOGRAFIA DELLL’OPERA “ L’ORGOGLIO PUNITO”

La scultura dal titolo “L’orgoglio punito” rappresenta la regina Niobe con il volto triste e sofferente, il dolore è provocato dalla perdita dei suoi figli. Il suo corpo è composto dalla sovrapposizione di ben quattordici pietre che rimandano al numero dei suoi figli trafitti dalle frecce scoccate dagli dei Apollo e Artemide. Le pietre vanno a costituire la base di un corpo più grande, quello della madre e che stanno a simboleggiare la dote d fecondità di quest’ultima. Quella dote sarà la causa della catastrofe che si abbatterà sulla sua prole.

ANDREA ART EXHIBITION: IL MIO BLOG IDEALE

Il mio blog ideale, oddio è difficile da spiegare.

cercherò di essere il più breve possibile anche se non è facile, questo mio primo articolo mi servirà a me che scrivo per sciogliermi un pò e prendere confidenza con quello che è il mio primo blog. Sono alle prime armi, avere per me è una novità non ho mai avuto confidenza con la tecnologia informatica o meglio con i computer ed internet anche se oramai e il mezzo più veloce per mettersi in comunicazione con gli altri utenti del web.

il mio blog ideale nasce con “Andrea Art Exhibition”  per pubblicare e condividere foto, immagini, video o qualunque altra cosa inerente all’arte e farvi sapere quelle che saranno le mie impressioni; ma lo scopo primario è l’intento di pubblicare lavori artistici di qualunque genere realizzati da me che ne sono il fautore e il proprietario, ma anche nel caso le opere fossero realizzate seguendo un percorso frutto di una tematica o un idea pensata e ha trovato un risvolto pratico sarò più che felice di spiegarvela e mostrarvela…. Allo stesso tempo seguire quelli che sono blog o siti di altri utenti inscritti a wordpress per trovare ispirazioni, conoscere artisti, stili e opere particolari nuovi (anche se rimandano al passato o imitano un artista in particolare).

poi grande o piccola che sia non ha importanza, anche se a volte non riesce a comunicare a tutti coloro che la osservano il proprio messaggio, cosa che a me capita spesso, ma non importa infondo:

Se il mondo fosse chiaro, l’arte non esisterebbe.
(Albert Camus)